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Il rapporto tra proprietari e inquilini è purtroppo spesso fonte di un copioso contenzioso, principalmente in ordine al pagamento dei canoni, alla ripartizione tra locatore e conduttore delle spese di riparazione e manutenzione dell'immobile, ai vizi della cosa locata, alla cessazione della locazione per disdetta, recesso e risoluzione per inadempimento e all'esercizio delle azioni di sfratto per finita locazione o morosità. Un ambito ancora non adeguatamente esplorato, in cui pure lo Studio Comandini ha maturato esperienza e offre consulenza e tutela giudiziale, è quello dei contratti aventi per oggetto porzioni d'immobile all'interno dei centri commerciali: contratti che in quanto strutturati come “affitto d'azienda” contengono pattuizioni più favorevoli al proprietario dell'immobile rispetto alle norme vincolanti sulla locazione, ma che talvolta sono nella sostanza contratti di locazione mascherati a fini elusivi, con significativo squilibrio a svantaggio delle imprese che si insediano nel centro commerciale per iniziare un'attività in realtà propria. Un tema contiguo alla locazione e, al tempo stesso al diritto di famiglia, è quello del comodato d'immobile ad uso familiare. Si tratta di una questione giuridica assai delicata, tanto più perché rischia di alimentare un conflitto endofamiliare già in atto e creare un solco tra generazioni.
Ugualmente i rapporti di locazione non abitativa d'immobili ad uso commerciale, professionale, industriale, alberghiero e per altri usi non sono scevri da problematiche comuni e da altre peculiari come, per esempio, il pagamento dell'indennità di avviamento.
Tutto ciò ha ricadute importanti sulla durata e la rinnovazione del rapporto, sulle modifiche del canone e su altri aspetti rilevanti.
È esperienza piuttosto comune in Italia che giovani coppie di sposi (o di conviventi), non avendo disponibilità per accendere un mutuo, stabiliscano la loro residenza in una casa o appartamento concesso loro in uso gratuito dai genitori (o dai nonni) di uno di essi.
Ebbene, nel caso di crisi matrimoniale (o di coppia), come si concilia il diritto dei genitori (o dei nonni) a tornare nella disponibilità dell'immobile di loro proprietà con l'assegnazione della “casa familiare” da parte del Tribunale all'uno o all'altro coniuge (o partner) che sia affidatario esclusivo o prevalente dei figli minori?
Per questo l'Avv. Comandini consiglia a genitori e figli di regolare anticipatamente per iscritto la concessione in uso dell'abitazione di proprietà a beneficio della coppia di sposi o dei conviventi di fatto al fine d'individuare in via preventiva un equilibrio tra i diversi interessi per l'eventualità peggiore.
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